Samantha e Aniello
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Ero in stazione che aspettavo da un pò.
Sapete, qui i treni non hanno un orario. Partono quando si può, arrivano quando potranno. Non sai neanche se partono, figurati se sai quando arrivano.
Ma se partono. Arrivano.
E il suo era in arrivo.
Non lo sapevate, è vero, il treno poi l'ha preso. Ci è salita su piena di dubbi. Ha viaggiato con la loro compagnia. Li ha analizzati, per capirli, li ha squarciati, per vedere dentro di cosa erano fatti. Eppure erano ancora lì. Sono ancora lì.
Andranno via, ma qualcuno di essi, per nostalgia, per malinconia, rimane per sempre. Non va più via e diventa parte di te così come crescerà (perchè è già germogliata da qualche parte) quella consapevolezza che il salire su quel treno, dopo tutto, tanto malvagia, come idea, non era.
Poi il treno è infine arrivato. E lei ne è scesa. E io l'aspettavo.
E abbiamo preso la coincidenza (in una stazione con treni che vanno e vengono senza orari suona un pò strano, eppure c'era), l'abbiamo presa insieme. Un treno senza orario di partenza. Senza orario d'arrivo. A stento ha avuto un luogo di partenza, non ha una destinazione. L'unica cosa certa è che noi ci siamo saliti su. Da qualche parte ci porterà.
E non sarà nè giusto nè sbagliato. Ci porterà nel nostro futuro. A renderlo giusto, ci penseremo noi. Viaggiando.
Augurateci un buon viaggio.
Grazie :)
